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Crampi muscolari: perché soffriamo di contrazioni involontarie dei muscoli?

Crampi muscolari

I cosiddetti “crampi” sono delle contrazioni muscolari involontarie, occasionali e di breve durata che provocano un dolore più o meno intenso. Scopriamo cosa succede ai nostri muscoli quando abbiamo un crampo e cosa si può fare per evitare questi fastidiosi episodi.

I crampi muscolari sono “un’esperienza occasionale comune per i soggetti sani” come riporta l’Enciclopedia Medica Italiana. In genere colpiscono la muscolatura del polpaccio (tricipite surale) e del piede (muscoli flessori).1 

Improvvisi, imprevedibili e violenti, i crampi possono coinvolgere uno o più muscoli, sono più frequenti con l’avanzare dell’età e affliggono con maggiore incidenza le persone oltre i 50 anni. I crampi notturni sono i più comuni, durano meno di un minuto e causano un dolore fortissimo che tende a ripetersi sempre nella stessa sede.

Dopo una corsa o nel bel mezzo della notte, senza alcun preavviso è arrivata quella sensazione lancinante: il vostro polpaccio è in preda ad una energica contrazione e il muscolo, visibilmente deformato, sembra avere la consistenza di una pietra. Avete provato un dolore acuto per pochi e intensi attimi. Ma cos’è successo esattamente?

Quando contraiamo volontariamente un muscolo, un determinato gruppo di neuroni invia una scarica elettrica che raggiunge una frequenza di circa 50 Hz e attiva una determinata unità muscolare.

Durante un crampo, l’ipereccitabilità neuronale invia una serie di brevi scariche sincrone, a una o più unità muscolari, che si susseguono con frequenza elevatissima rispetto a quella che normalmente si registra durante un movimento volontario.

Se la medicina è riuscita a individuare cosa succede al nostro muscolo durante un crampo, sulle cause che scatenano questa attività anomala si sono affermate diverse teorie.2

 

Quali sono le cause dei crampi muscolari?

In casi molto rari, i crampi muscolari sono il sintomo di patologie neurologiche, presenza di infezioni o tossine, diabete, disturbi del sistema circolatorio e possono manifestarsi anche come effetto collaterale di farmaci.

Le cause che provocano questa iperattività neuronale non sono ancora del tutto note, tuttavia nel tempo si sono delineate varie scuole di pensiero che hanno individuato diversi fattori scatenanti:

Disidratazione. La disidratazione può provocare un forte squilibrio elettrolitico, ovvero potassio, sodio, calcio e magnesio non riescono a regolare il rilassamento muscolare. Questo quadro può delinearsi se l’ambiente di lavoro o studio si caratterizza per essere un luogo caldo e molto umido e colpisce in particolar modo soggetti che non seguono una corretta idratazione.

Eccessivo sforzo fisico. Gli atleti che si sottopongono ad un allenamento troppo pesante possono sudare molto più del normale; l’eccessiva sudorazione provoca una diminuzione massiva di acqua che riduce il volume del sangue. Questa diminuzione comporta un minor flusso di sangue nella fibra muscolare con una conseguente diminuzione dell’ossigeno, che a sua volta provoca il crampo.

Affaticamento muscolare. I muscoli sovraccaricati e sovraffaticati sono più soggetti ai crampi, per questo le persone in sovrappeso o poco allenate tendono a soffrirne maggiormente. L’affaticamento muscolare è anche la causa dei crampi nelle donne in gravidanza. In genere questo sintomo si manifesta nel terzo trimestre di gestazione più frequentemente durante la notte ed è imputabile all’aumento del peso che affatica i muscoli delle gambe.

Freddo. Il freddo ha un effetto vasocostrittore che provoca un rallentamento del flusso sanguigno e un accumulo di acido lattico, la somma di questi fattori causa la rigidità del muscolo.3 

 

Come far passare i crampi muscolari

I crampi muscolari possono presentarsi al risveglio, nella notte, a seguito di uno sforzo fisico eccessivo oppure senza un motivo apparente. A prescindere dalla situazione in cui si manifesta questo fastidioso sintomo è necessario aiutare il muscolo a rilassarsi.

La prima cosa da fare è muoversi con delicatezza e nonostante il dolore intenso, per interrompere la contrazione muscolare, dobbiamo cercare di allungare un po’ il muscolo.

Lo stiramento muscolare deve essere lento e graduale: ad esempio, in caso di crampo al polpaccio, è utile appoggiare progressivamente il peso del corpo sul piede fino a che non si avverte il calo della tensione nella muscolatura.

Mentre si allunga il muscolo, applicare un po’ di pressione con una mano e praticare un lieve massaggio può contribuire alla decontrazione.4 

 

Prevenire i crampi muscolari

Per evitare i crampi muscolari dobbiamo tenere d’occhio soprattutto il livello di idratazione: un organismo ben idratato vi eviterà squilibri minerali e terrà ben irrorati e ossigenati i vostri muscoli.

Potete mantenere un buon livello di sali minerali quali magnesio, potassio e sodio non solo tramite l’idratazione ma integrando nella dieta alimenti come le banane, le albicocche, le noci, il cacao, il pesce e altri alimenti ricchi di vitamina E e vitamine del gruppo B, in particolare B1, B2 e B6.

Se vi capita di avere crampi notturni, ricordate di non rincalzare troppo lenzuola e coperte perché potrebbero costringere i piedi ad assumere posizioni scomode e innaturali.

Praticare regolarmente degli esercizi di stretching vi aiuterà a mantenere una muscolatura attiva. Stirare passivamente i muscoli prima di andare a dormire e appena svegli aiuterà sicuramente la vostra muscolatura a combattere questo imprevedibile fastidio.5

I crampi in un soggetto sano sono un fenomeno abbastanza banale ma se la loro frequenza dovesse aumentare assumendo un carattere invalidante è necessario rivolgersi il più presto ad un medico per gli accertamenti del caso.6 

  1. “Crampo”, Enciclopedia Medica Italiana, pag. 1411 – 1413
  2. Andreotti, Lupo. Taddei, Maurizio. “Patologia dolorosa muscolo-scheletrica di comune riscontro nella medicina”, pag. 89-92
  3. Burke, Edmund, R. “Alimentazione da campioni. Recupero, salute e rendimento muscolare”, pag. 58 – 60
  4. Ibidem
  5. Andreotti, Lupo. Taddei, Maurizio. “Patologia dolorosa muscolo-scheletrica di comune riscontro nella medicina”, pag. 89-92
  6. Cambier, Jean. “Neurologia”, Elsevier, 2009, pag 15

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Ultimo aggiornamento: 16 novembre 2017