Dolore alla spalla: quando fare una visita ortopedica?

Il dolore alla spalla è tra i disturbi muscoloscheletrici più frequenti, interessa fino al 30 % della popolazione nell’arco della vita. Non può e non deve essere ignorato perché nella maggioranza dei casi è di natura muscolo-scheletrica ma, in alcuni casi, potrebbe essere il campanello di allarme di condizioni più gravi. Riconoscere i sintomi che richiedono attenzione immediata è fondamentale per prevenire complicanze. Il chirurgo ortopedico è l’unico in grado di definire il percorso diagnostico e terapeutico corretto. 

Perché fa male la spalla?

La spalla è un’articolazione complessa formata da omero, scapola e clavicola, connessi  tra loro da muscoli e legamenti. Questa struttura consente il più ampio raggio di movimenti del corpo ma la rende anche vulnerabile a un vasto spettro di patologie.

Le cause del dolore alla spalla possono essere principalmente di 3 tipi:

  • patologie muscoloscheletriche (tendini, articolazioni);
  • patologie traumatiche (lesioni acute);
  • dolore riferito (neurologico o viscerale).

Identificare la categoria corretta è il primo passo verso una diagnosi efficace.

Patologie tendinee e degenerative della spalla

Lesioni della cuffia dei rotatori

I tendini che stabilizzano l’omero possono infiammarsi, lacerarsi o essere compressi (impingement). Il sintomo tipico è dolore ai movimenti del braccio con l’aumento di carico (lavoro o sport),  durante l’abduzione tra 60° e 120° (il classico ‘arco doloroso’), con possibile debolezza del braccio e/o dolore notturno. Il danno può variare da una semplice tendinite (infiammazione che causa dolore al tendine della spalla)  fino a una lesione a tutto spessore  che può evolvere in una artropatia secondaria da lesione della cuffia. 

Capsulite adesiva (Periartrite o “spalla congelata”)

La capsulite adesiva, comunemente ma impropriamente chiamata ‘periartrite scapolo-omerale’, è un’infiammazione della capsula che causa rigidità (progressiva e dolorosa riduzione della mobilità articolare) e dolore che peggiora di notte e limita i movimenti. Le cause possono essere traumi, immobilizzazione prolungata e può essere anche associata a malattie sistemiche come:

  • Diabete Mellito: considerato un fattore di rischio significativo.  
  • Malattie tiroidee (ipotiroidismo, ipertiroidismo) e Malattie Cardiovascolari.   

Artrosi e artriti

L’usura della cartilagine (artrosi) o l’infiammazione della membrana sinoviale (artrite reumatoide) causano rigidità, crepitii e dolore cronico. Spesso l’artrosi è secondaria a fratture o lussazioni mal guarite. I sintomi si sviluppano lentamente e il dolore aumenta con l’attività. La diagnosi specialistica è l’unica via per un trattamento mirato. Va inoltre ricordato che spesso l’artrosi è secondaria a lesioni massive inveterate della cuffia dei rotatori (cuffia-artropatia) o a fratture/lussazioni mal guarite.

Patologie muscolari

Un’altra causa comune di disagio, spesso confusa con problemi articolari più profondi, è il dolore muscolare. La contrattura del muscolo trapezio o del sovraspinato può generare dolore scapolare o posteriore. Il tendine del capo lungo del bicipite, quando infiammato, causa dolore anteriore profondo e difficoltà nei movimenti di flessione del gomito.

Non convivere con il dolore

Affidati all’esperienza del Dr. Paolo Filippini, chirurgo ortopedico specializzato nel trattamento della spalla.

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Patologie traumatiche e instabilità acuta della spalla

Le patologie traumatiche e l’instabilità acuta della spalla sono causate da un evento fisico specifico (trauma acuto) che ne compromette l’integrità strutturale e ne causa la lussazione.

La lussazione della spalla si verifica quando la testa dell’omero esce dalla cavità glenoidea, tipicamente a seguito di un trauma violento, come una caduta o un impatto.

La lussazione traumatica provoca spesso una Lesione di Bankart, che predispone all’instabilità cronica e alle lussazioni recidivanti. Per questo motivo, anche dopo la riduzione in Pronto Soccorso, è essenziale una consulenza ortopedica specialistica per gestire le lesioni associate. 

Dolore riferito alla spalla

Il dolore alla spalla può avere origine anche da altre parti del corpo (dolore riferito). Il Chirurgo ortopedico è essenziale per eseguire la diagnosi differenziale e indirizzare il paziente al trattamento corretto o al medico di competenza. Vediamo i casi più comuni:

  • Il dolore alla spalla e al collo può essere causato da compensazioni posturali che affaticano i muscoli del collo che causano dolore cervicale creando un circolo vizioso.
  • Se il dolore alla spalla si accompagna a formicolio alla mano può essere in atto una compressione di una radice nervosa come accade quando si presenta un’ernia cervicale o del disco. Il dolore neuropatico è spesso descritto come bruciore o scossa elettrica.
  • Una gravidanza extrauterina o irritazioni del diaframma (come per esempio dopo una laparoscopia) possono provocare dolore riferito alla spalla.
  • Se il dolore alla spalla insorge la notte, o peggiora, tanto da compromettere il riposo può indicare diverse condizioni patologiche muscolo scheletriche. Ciò accade perché l’assenza di movimento può aumentare la pressione su un tendine lesionato. In questo caso è consigliabile dormire sul lato opposto alla spalla dolente, usare un cuscino sotto il braccio per sostenerlo e se il dolore persiste sottoporsi il prima possibile ad accertamenti medici per identificare la causa con precisione. 
  • Dolore alla spalla destra e fegato: calcoli biliari o epatiti possono causare dolore alla spalla destra e al trapezio, irradiato lungo il margine scapolare, attraverso l’innervazione del nervo frenico che irrita il diaframma. Questo quadro clinico non è frequente e richiede un’esclusione diagnostica accurata.

La visita ortopedica della spalla

Per accertare le cause del tuo dolore ed evitare il peggioramento della condizione nel tempo, richiedi una consulenza specialistica. Il Dr. Filippini offre visite specialistiche in tutto il centro-nord Italia per diagnosticare il problema alla base del dolore e definire il percorso più adatto.

Per informazioni e per prenotare una visita con il dottor Filippini telefona, scrivi su WhatsApp o compila il modulo:

Terapie conservative e riabilitazione

Il trattamento parte quasi sempre da terapie conservative: riposo relativo, applicazione di ghiaccio o calore a seconda della fase (freddo nelle fasi infiammatorie, caldo nelle fasi di rigidità), antinfiammatori e fisioterapia mirata

Gli esercizi di mobilizzazione e rinforzo sono essenziali per la spalla congelata o dopo lesioni della cuffia, ma devono essere eseguiti quotidianamente, con progressione personalizzata e interrotti se il dolore aumenta o in presenza di lesioni complete. Nel caso di lussazione, dopo la riduzione e l’immobilizzazione è fondamentale un protocollo riabilitativo per recuperare la stabilità.

Quando farmaci da banco per il dolore alla spalla e i rimedi casalinghi non bastano è necessario ricorrere alle soluzioni chirurgiche.

Infiltrazioni e chirurgia mini‑invasiva

Come riportato negli Atti del 102° Congresso Nazionale della Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia (SIOT, 2017), il trattamento delle patologie della spalla segue un approccio graduale che parte dalle terapie conservative e infiltrative fino ad arrivare, nei casi più complessi, alla chirurgia mini-invasiva, vediamo nel dettaglio le opzioni indicate:

  • Infiltrazioni di corticosteroidi possono essere indicate in caso di borsiti e tendiniti acute, acido ialuronico per artrosi e PRP (Plasma Ricco di Piastrine) in casi selezionati, secondo indicazione specialistica, per stimolare la rigenerazione e per i suoi effetti anti-infiammatori. Va notato che l’evidenza sulla rigenerazione completa è ancora oggetto di ricerca.
  • Artroscopia: consente di riparare o reinserire la cuffia dei rotatori, decompromettere lo spazio subacromiale o eseguire il rilascio capsulare nella capsulite adesiva.
  • Procedura di Latarjet: indicata nelle lussazioni recidivanti, stabilizza l’articolazione mediante un intervento che consiste nel trasferire un frammento osseo dalla scapola (coracoide) sulla parte antero-inferiore della cavità glenoidea per creare un blocco meccanico e aumentare la superficie articolare.
  • Protesi di spalla: per artrosi severe (specie secondarie a lesioni massive della cuffia) o fratture inveterate. È un intervento più invasivo ma restituisce funzione e riduce il dolore. Il recupero post-operatorio varia da 3 a 6 mesi, richiede fisioterapia intensiva e collaborazione del paziente.

Il dolore alla spalla, soprattutto se si manifesta di notte e limita i movimenti, è un sintomo da non minimizzare. La tempestività della diagnosi specialistica è la chiave per un recupero efficace e per prevenire il deterioramento progressivo che può portare a lesioni irreparabili.

Non trascurare i segnali d’allarme: una visita ortopedica tempestiva può evitare danni irreversibili.

FAQ sul dolore alla spalla

Il dolore alla spalla richiede una valutazione specialistica se:   

  • è persistente e dura oltre 3-6 settimane, nonostante il riposo.
  • ti sveglia regolarmente di notte, sintomo tipico di lesioni tendinee o infiammatorie gravi.   
  • è associato a una progressiva rigidità o all’incapacità di eseguire movimenti quotidiani (come vestirsi o pettinarsi).
  • si verifica dopo un trauma o se noti una deformità visibile.   

Le cause principali includono infiammazione o lesioni della cuffia dei rotatori, capsulite adesiva (spalla congelata), lussazione, artrosi e borsite. Spesso il problema nasce da sovraccarico, traumi o malattie sistemiche.

È consigliabile rivolgersi a un ortopedico quando il dolore dura più di due settimane, compare di notte o a riposo, è associato a traumi, debolezza, gonfiore, formicolii o sintomi sistemici come febbre.

La diagnosi si basa su anamnesi, esame clinico con test di forza e mobilità, e può essere confermata con ecografia o risonanza magnetica per valutare l’integrità dei tendini. In caso di lacerazioni complete, la terapia varia da esercizi guidati a interventi chirurgici.

Dopo una riduzione e periodo di immobilizzazione, la fisioterapia è fondamentale. I tempi di recupero possono variare da 3 a 6 mesi a seconda della gravità e del trattamento (conservativo o chirurgico).

Sì. Esercizi di mobilizzazione e stretching della capsula, rafforzamento della cuffia dei rotatori e del deltoide, oltre a posture corrette, possono prevenire o attenuare il dolore. Tuttavia è importante eseguire gli esercizi con gradualità e interromperli in caso di aumento del dolore; i pazienti con lesioni complete devono seguire programmi personalizzati.

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