Il dolore all’anca è un disturbo frequente, soprattutto dopo i 50–60 anni, ma non sempre è facile capire quando è il momento giusto per rivolgersi a uno specialista.
Spesso si tende a rimandare, adattando la propria quotidianità al dolore, finché camminare, salire le scale o dormire serenamente diventa sempre più difficile.
In questo articolo vediamo quando il dolore all’anca merita una valutazione ortopedica, quali segnali non andrebbero ignorati e cosa è utile fare prima di prendere qualsiasi decisione terapeutica, inclusa quella chirurgica.
Cos’è il dolore all’anca e perché non va sottovalutato
L’articolazione dell’anca è una delle più sollecitate del corpo umano: sostiene il peso, consente il movimento e garantisce stabilità.
Quando le superfici articolari si deteriorano (come avviene nell’artrosi), il dolore tende a comparire in modo progressivo.
Secondo l’esperienza clinica, il dolore da anca:
- si localizza spesso all’inguine
- può irradiarsi alla coscia anteriore o al ginocchio
- peggiora durante la deambulazione
- nei casi avanzati è presente anche a riposo
Con il tempo, il dolore si associa a:
- riduzione del movimento
- rigidità mattutina
- zoppia
- difficoltà nei gesti quotidiani (mettersi le calze, salire in auto)
In questi casi, rimandare non aiuta: una valutazione precoce consente di impostare il trattamento più adeguato, spesso evitando peggioramenti.
Quando è consigliabile non rimandare una valutazione
- dolore persistente da oltre 3 mesi
- dolore notturno o a riposo
- difficoltà a camminare anche per brevi tratti
- perdita progressiva dell’autonomia
Le cause più comuni del dolore all’anca
Durante la visita ortopedica è possibile distinguere diverse cause, tra cui: Artrosi dell’anca (coxartrosi).
Può essere primaria (senza causa apparente) o secondaria a:
- displasia congenita
- esiti di fratture o lussazioni
- patologie dell’età giovanile (es. morbo di Perthes)
- Necrosi della testa del femore
- Artriti infiammatorie o reumatiche
- Esiti traumatici
- Alterazioni posturali o biomeccaniche
Identificare correttamente la causa è fondamentale per scegliere il percorso giusto.
In alcuni casi il dolore è legato a condizioni specifiche che meritano un approfondimento dedicato. Scopri le principali cause del dolore all’anca e i possibili rimedi.
Cosa fare prima di decidere: il percorso corretto
Una decisione terapeutica non si prende mai “a sensazione”.
Il percorso corretto prevede:
- Visita ortopedica specialistica
È il primo passaggio essenziale. Durante la visita lo specialista valuta:
- il tipo di dolore
- la deambulazione
- la mobilità dell’anca
- eventuali compensi posturali
- Esami diagnostici mirati
In base al quadro clinico possono essere richiesti:
- Radiografia del bacino e dell’anca
- Risonanza magnetica, nei casi dubbi
- TC, in situazioni più complesse o preoperatorie
Questi esami permettono di capire lo stato reale dell’articolazione.
Quando i trattamenti conservativi non bastano
Nelle fasi iniziali, il dolore all’anca può essere gestito con:
- terapia farmacologica
- fisioterapia mirata
- modifiche dello stile di vita
Quando però:
- il dolore aumenta
- la funzione peggiora
- la qualità di vita si riduce
- diventa necessario valutare soluzioni più avanzate, sempre in modo personalizzato.
L’intervento chirurgico viene considerato solo quando i trattamenti conservativi non sono più efficaci.
La visita ortopedica come strumento di scelta (non di obbligo)
Un punto importante da chiarire al paziente:
fare una visita non significa dover decidere subito per un intervento.
La visita serve a:
- capire il problema
- valutare le alternative
- ricevere informazioni chiare e realistiche
- pianificare con serenità il percorso più adatto
Domande Frequenti (FAQ) sulla visita all’anca
La durata della visita non è fissa; il Dottore dedicherà tutto il tempo necessario per raccogliere l’anamnesi, eseguire i test clinici e analizzare i referti, al fine di formulare una diagnosi accurata e un percorso terapeutico personalizzato.
È consigliabile portare con sé tutta la documentazione clinica precedente, come radiografie (RX), risonanze (RM) o referti di visite passate. Anche una lista dei farmaci assunti abitualmente può essere utile per completare il quadro diagnostico.
Il momento ideale è quando il dolore inizia a interferire con le normali attività quotidiane o non risponde più ai comuni farmaci da banco. Una valutazione precoce può spesso prevenire un peggioramento della funzionalità articolare.
Il medico effettuerà un colloquio clinico seguito da un esame fisico per testare i riflessi e la mobilità. La visita ortopedica si conclude con l’analisi degli esami diagnostici portati dal paziente o con la prescrizione di nuovi accertamenti necessari per definire il caso specifico.
L’obiettivo della prima visita è fare chiarezza sulla causa del dolore. Al termine del controllo, il medico illustrerà le opzioni disponibili, che possono variare dal semplice monitoraggio clinico a percorsi di riabilitazione o trattamenti specialistici, a seconda della gravità del quadro riscontrato.